Rassegna Sindacale, nel suo inserto Il Mese, pubblica a pagina 4-5, un racconto del nostro da titolo Il segno di Caino.
Niente di ciò che è fuori di te può esserti male. Non il mondo, non lui di là. È quello che sei tu nel tuo intimo che è male, ciò che tu sei è male, ma non puoi essere che così, quindi è giusto che tu sia male. Se da te escono fornicazioni, adulteri, cupidigie e malvagità è perché tu sei cosi: è bene che tu sia come sei stato creato. Sei il risultato di un progetto, sia esso di dio o della natura: dentro di te c’è il male e quindi è bene che tu sia male Ora ti immagini dietro le telecamere di uno dei tanti reality televisivi. Una persona dice: “Io sono me stessa, sempre. Io sono così. Vera”. E tu domandi: Quindi se uno è nasce assassino un assassino, è giusto che lo rimanga? Se è importante, necessario essere se stessi, è giusto che un assassino lo sia fino in fondo, spingendo all’estremo le sue attitudini per non tradire ciò che è. Quindi ognuno deve accettare ciò che è, e se è malvagio è bene che lui lo sia, perché quella è la sua natura. Noi d’altronde siamo figli di questo progresso, discendenti di una stirpe omicida e costruttrice di città, di cui la fabbrica, che sta poco lontana da qui, è il risultato ultimo.
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